
Autoritratti su autoritratti dipingerò
con la mia penna cercando gesti e visi
che mi fanno ciò che sono e che sarò,
ricerca mai compiuta di spigoli e colori,
pugni e spine negli occhi borghesi che non vogliono
vedere il mio Io come il Tuo mai non vollero.
Corpi contorti e allacciati a disperdere
ricordi tristi di addii e separazioni
come fredde lame nella nostra storia,
coltelli e frecce nella carne e
negli occhi che dipingeranno solo
ciò che non vedono se non con lo stomaco
e lo spirito che abita nella tavolozza
dell’ instancabile cerebro affaticato.
Sempre dipingerò l’ orrore, come Tu
facesti coi colori, con le parole i gesti
e gli urli d’ isterico e ossessionato.
Che possa vivere io come Tu vivesti
e morire fiero dell’ opera mia, come fosti
tu della Tua.
E la febbre mi porti via.
PS:nel caso dalla poesia non si capisse abbastanza, rimarco il fatto che Schiele è decisamente il mio pittore preferito !