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Meglio morire al sole d’ un caldo aprile,
meglio finire con le narici piene di pollini
e profumi inebrianti, le pupille abbagliate
dal sole splendente e il corpo coperto di petali
di primavera, vita, dolcezza e follia animale,
risveglio di sensi e sessualità, lontani dal freddo,
dalla morte del mondo e vicino alla tua,
meglio andarsene al culmine della bellezza,
con l’ universo in festa e la folla in delirio,
che strisciare via nel freddo gennaio della vita
senza nessuno che brindi sul tuo corpo
e ti scordi in fretta per un nuovo amore.
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